Sentire di mantenere buone relazioni è importante per il nostro equilibrio psichico. Percepirsi compresi, accettati, rispettati o sostenuti, sono elementi che contribuiscono al nostro benessere.
Tuttavia non è facile stabilire e mantenere relazioni significative. Le difficoltà relazionali possono manifestarsi in ambito amoroso, familiare, amicale, formativo o lavorativo. Possono insorgere dei vissuti negativi all'interno della relazioni con gli altri che portano a conseguenze distruttive, oppure difficoltà nel socializzare e nel dare fiducia all'altro.
Le relazioni sono per tutti molto complesse, tutti possono vivere delle difficoltà in qualche momento della vita. Ciò accade perchè all'interno dei rapporti possiamo trasferire diverse parti di noi che ci fanno soffrire. In alcuni casi vengono proiettati sull'altra persona alcuni bisogni non ascoltati o ferite che si trovano all'interno del nostro mondo interiore.
In alcuni periodi della vita per breve o lungo periodo possiamo provare disagio nei confronti degli altri.
In ogni relazione proiettiamo alcuni nostri bisogni e alcune nostre sofferenze. Questo può portare a leggere le azioni degli altri in maniera non funzionale e a comunicare in maniera poco chiara. Risulta importante identificare le nostre necessità e accogliere le nostre ferite. Questo ci aiuta ad ascoltare gli altri e ad esprimere meglio noi stessi, ad identificare ciò di cui abbiamo bisogno e ad accogliere in maniera più completa l'altro.
Sentiamo di essere in difficoltà nel gestire le emozioni, o possiamo sentirci non compresi, non accolti, possiamo percepire una distanza eccessiva con le persone o al contrario una vicinanza insopportabile. Può accadere di vivere una certa incapacità di impegnarsi, oppure sentire la necessità di vedere gli altri molto vicini e mostrare un attaccamento ansioso. Tutti questi fattori possono ostacolare una relazione reciprocamente soddisfacente e farci vivere una sofferenza.
Entrare in relazione significa accettare la diversità dell'altro rispetto a noi, e accogliere la diversità del proprio mondo interno rispetto all'altro. Diventa necessario comprendere che rappresentiamo mondi diversi con esigenze variegate.
Possiamo in alcuni momenti sentirci incapaci di mantenere relazioni equilibrate. È importante sapere che non esistono relazioni equilibrate in senso assoluto, ma che l'equilibrio è qualcosa che va costruito e ricostruito continuamente. Una relazione equilibrata non è una relazione priva di conflitti, ma si può imparare ad esprimerli e a comprenderli senza minacciare la relazione.
Le difficoltà nella gestione del conflitto rendono difficile l'avvicinamento agli altri e fragili le interazioni.
Comprendere come poter gestire il conflitto con l'altro è molto complesso, è utile cercare di accogliere il punto di vista altrui provando a comprenderlo e tentare di esprimere in maniera più chiara possibile le nostre esigenze.


Attraverso la narrazione di sé, il confronto o, se il paziente lo richiede, l'interpretazione dei sogni, l'analisi junghiana può accompagnare i pazienti nello scoprire modi nuovi per raccontarsi e per vivere le relazioni.
La psiche secondo C.G. Jung è costituita da complessi autonomi, come fossero differenti pianeti con idee ed emozioni variegate. Non sempre questi pianeti riescono a comunicare facilmente, per cui è necessario che la persona intraprenda un percorso per conoscere e accogliere tutte queste parti di sé, alcune più consce altre più inconsce. L'Io per Jung stabilisce un equilibrio tra il mondo interno e quello esterno dell'individuo, anche se con fatica, in certi momenti è possibile rilevare una maggiore collaborazione tra questi mondi.
Così come la persona può creare un dialogo tra i suoi pianeti interni, può anche comprendere come stabilire una connessione tra sé stesso e l'altro fuori di sé nelle relazioni.
Secondo la psicologia analitica, l'interazione tra le personalità del terapeuta e quella del paziente è un fattore che promuove la trasformazione. Questo è possibile solo quando tra loro si instaura un rapporto di fiducia. La relazione terapeutica è, quindi, al centro del lavoro della dottoressa Gariazzo e si costruisce gradualmente nel corso degli incontri. Tutti sono solo anime umane, diceva Jung, tanto il paziente quanto il terapeuta: il professionista offre al paziente la propria umanità, in un ambiente strutturato, ma circondato dalle emozioni, per accogliere e trasformare ciò che crea un impedimento nella sua esistenza.