Lo stato depressivo non è una condizione immutabile, ci comunica qualcosa del nostro mondo interiore che è importante conoscere e rispettare. L'accoglienza di vissuti, ricordi ed emozioni può agevolare la trasformazione del nostro stato e aprire nuove possibilità di leggere noi stessi ed il mondo circostante.
La depressione è considerata un disturbo psicologico, può durare per un periodo più breve o più lungo.
Può essere vissuta dal paziente come una patologia misteriosa, come altri disturbi che arrecano dolore e disorientano la persona. Non è infatti sempre possibile identificare una sola univoca ragione che porta a questa forma di sofferenza.
La psicoterapia aiuta a riconoscere quali sono i vissuti legati allo stato depressivo. Risulta importante identificare quali sono gli obiettivi di vita e la rappresentazione di sé che ha la persona, accompagnare il paziente nel riconoscere potenzialità e limiti per ristrutturare alcune parti del suo mondo interiore.
Le cause non sono chiare ed assolute, possono esserci diversi fattori che influiscono sullo stato depressivo. Allontanamenti o separazioni, accadimenti complicati, eventi che hanno fatto provare un senso di fallimento. Il disturbo è caratterizzato da una combinazione di sintomi che sono fonte di disagio e che possono avere ripercussioni professionali, sociali e familiari.
Lo stato depressivo è caratterizzato da alcuni tra questi segnali:
Il riconoscimento di alcuni tra questi sintomi può aiutare a definire la natura del disturbo, la diagnosi non deve divenire uno schema rigido in cui rinchiudersi, una prigione da cui è difficile evadere. Nominare la propria difficoltà è un modo per accogliere le nostre necessità interiori ed elaborarle. Il primo passo per trasformare noi stessi.
In letteratura possiamo riconoscere diversi tipi di depressione:
Si verifica in una persona con diagnosi di disturbo bipolare, caratterizzato da un'alternanza di periodi di depressione e di eccitazione. La depressione bipolare può esprimersi in modo più o meno intenso e precede o succede l'eccitazione. In alcuni casi, però, la depressione bipolare è associata ad un forte stato di eccitazione e viene definita mista.
La depressione può manifestarsi in forme minori, attraverso stati depressivi più o meno intensi e frequenti, oppure sotto forma di un episodio depressivo maggiore (compreso il burn-out).
La depressione postpartum è una condizione medica caratterizzata da forti sentimenti di tristezza, ansia (preoccupazione) e stanchezza che perdurano a lungo dopo il parto e che possono rendere difficile prendersi cura di sé e del bambino. Secondo i dati del Ministero della Salute, il disturbo compare tra la sesta e la dodicesima settimana dopo il parto e colpisce dal 7 al 12% delle donne che hanno un bimbo.
La depressione non è da confondere con lo stato di lutto. In seguito alla morte di una persona cara si possono provare alcuni tra i sintomi caratteristici della depressione. Essi fanno parte dello stato normale di elaborazione del lutto. Vissuti necessari per accogliere, accettare ed affrontare la perdita. Anche il lutto, se porta ad uno stato di disagio prolungato, può divenire un aspetto importante da elaborare all'interno di una Psicoterapia.
La psicoterapia accompagna la persona in un percorso graduale che va a toccare diversi aspetti del mondo interiore. La prima parte del percorso può concentrarsi sulla possibilità di alleviare i sintomi. Non sempre ciò è possibile nel breve periodo poiché può essere necessario accogliere ed elaborare diversi vissuti complessi. Anche se il sollievo non viene percepito subito, risulta importante tenere presente che obiettivi osservabili sul lungo periodo poggiano spesso su basi solide, poiché costruite nel tempo.


In alcune fasi della vita secondo Jung, il paziente regredisce, ovvero manifesta sintomi e malesseri molti importanti. In questa fase di profonda difficoltà, secondo lo psicologo analitico Carl Gustav Jung, si prova molto disagio, ma ugualmente si può accedere alle proprie risorse interne più forti ed importanti.
L'approccio della dottoressa Erica Gariazzo, ispirata dalla psicologia analitica, permette di sviluppare una maggiore autoconoscenza, di accogliere il significato del sintomo definito depressione. Tutto ciò attraverso la parola, il racconto di sé stessi, ma anche, se il paziente ne sente la necessità, l'analisi dei sogni.
La dottoressa Gariazzo accompagna il paziente, analizzando la sua storia personale, i sogni, le emozioni, i simboli e gli atteggiamenti inconsci.
La psicoanalisi junghiana, infatti, è un metodo di indagine dell'inconscio e dell'anima basato sull'ascolto e lo scambio: può aiutare a riconoscere e trasformare i sintomi depressivi, ma anche a gestire lo stress per ritrovare lo slancio vitale perduto.