Psicologo per momenti di crisi

La crisi appare come una situazione di grande fatica, disorientamento. Non tutti sanno che la crisi è un passaggio naturale ed indispensabile per la crescita e la vita umana.

Risulta però complicato far fronte a questo processo poiché ci turba e spesso sconvolge diversi aspetti della nostra vita e del nostro mondo interiore.

Tutti, prima o poi, nel corso della vita, si trovano a dover affrontare un momento di difficoltà, qualcuno lo chiama crisi, qualcuno, blocco, altri crisi esistenziale. Si tratta di una vera e propria rottura nella continuità di un soggetto. Uno dei sintomi consiste nel sentirsi stanchi e tristi: si avverte, quindi, un profondo bisogno di ripristinare una sensazione di continuità. È proprio questo bisogno che spinge, spesso a consultare uno psicologo.

Crisi esistenziale: sintomi

Quando la persona vive una crisi, non c'è mai una motivazione unica ed assoluta, ma possiamo in generale parlare, in molti casi, di due tipi di cause

  • una esterna, legata a una situazione che proviene dall'ambiente;
  • l'altra interna, legata ad aspetti individuali.

Nel primo caso può insorgere un evento esterno che stimola la vita inconscia e risveglia vissuti ed emozioni. A volte i cambiamenti che intervengono nella realtà (cambio di lavoro, chiusura di un contratto, chiusura di una relazione, nascita di un figlio ecc..) incidono su punti sensibili della storia personale di un individuo. Alla persona viene richiesto un riadattamento, una ristrutturazione interna. 

In altri casi il mutamento avviene all'interno di noi stessi, l'individuo può sentire necessità e obiettivi nuovi, può desiderare dei mutamenti nella sua vita e diversi riarrangiamenti nelle relazioni.

Gli stati di crisi, quindi, si caratterizzano come momenti di transizione nello sviluppo umano in tutte le fasi della vita (adolescenza, matrimonio, nascita, divorzio, lutti familiari, etc). Sono periodi di profonda riorganizzazione interna in cui ogni persona diventa ipersensibile alla realtà.

Crisi esistenziale: come uscirne

Superare una crisi esistenziale senza attraversare un momento di sofferenza non è possibile. Soffrire, infatti, permette di elaborare alcuni aspetti di sé, provare a rileggerli in maniera differente. La sofferenza spinge a mettersi in discussione. Uscire dalla crisi, perciò, richiede un complicato lavoro su se stessi. Si inizia facendo un bilancio, osservando cosa consideriamo importante tenere nella nostra vita e cosa invece sentiamo di voler modificare. In questo percorso può essere utile essere accompagnati da un terapeuta online poiché ci può affiancare nell'individuare le risorse che già avevamo in precedenza e a costruirne di nuove.

Psicoterapeuta per momenti di crisi online: dott.ssa Erica Gariazzo

  • Secondo l'analista Erica Gariazzo, risulta importante nei momenti di crisi prima di tutto accogliere e riconoscere tutte le ragioni della crisi e i vissuti collegati. In secondo luogo è importante mettere in moto le proprie risorse personali.

  • Risulta complicato considerare la crisi come una fase necessaria, sapere che è utile per la persona che la subisce non è affatto semplice da interiorizzare. All'inizio le sensazioni sono sconvolgenti e disorientanti.

  • La terapia affianca i pazienti prima di tutto accogliendo il loro dolore. Il lavoro non è un esercizio facile, poiché la crisi esistenziale rompe molte convinzioni, idee e situazioni che avevamo costruito.

  • Secondo Jung durante la crisi la persona vive inizialmente una regressione, uno stato di grande difficoltà dove ripete schemi di pensiero poco funzionali e non vede via d'uscita. In questa condizione torniamo ad uno stato precedente, dove entriamo in collegamento con le nostre parti più dolorose e nascoste, ma anche con le nostre potenzialità di guarigione, i germi della trasformazione. La crisi dunque, in un certo senso, ci chiede di tornare alle origini, di ripristinare qualcosa di noi stessi guardando nella nostra interiorità.

Analista junghiana per colloqui in momenti di crisi

Ispirata al metodo junghiano, la dottoressa Gariazzo interviene a fianco del paziente nel suo percorso di trasformazione e ristrutturazione di sé. In certi momenti questo lavoro può avvenire slegando e riannodando alcuni legami interni ed esterni della persona. Il suo intervento permette di individuare le ragioni della crisi e di comprenderle profondamente. L'analista, in definitiva, offre la possibilità di affrontare la crisi, trasformandola, poi, in un rilancio dinamico.

Tutti gli individui sono unici, quindi ogni crisi è diversa ed ognuno deve incontrare e costruire il suo modo per affrontarla. L'approccio junghiano mette al centro del lavoro l'unicità dell'individuo, e l'unicità della relazione tra terapeuta ed analista

Per Jung, “ciò che neghi, ti sottomette. Ciò che accetti, ti trasforma”. Perciò, “rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”.

Jung identifica nella psiche quattro funzioni fondamentali: l'intuizione, la sensazione, il sentimento ed il pensiero, alcune razionali, altre irrazionali. Risulta importante, in un lavoro di analisi, accompagnare, laddove possibile, la persona nell'utilizzare tutte e quattro queste funzioni per poter ristabilire un equilibrio e ristrutturare le parti interne che hanno subito una destrutturazione a seguito di una crisi.

Durante una crisi la persona può sentire minata la sua libertà personale. Diviene fondamentale durante l'analisi aiutare il paziente a ritrovare o ricostruire le proprie risorse interne e i propri punti di riferimento.

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