La parola trauma, nella sua accezione originaria, in greco, significa ferita. Oggi questo termine viene molto utilizzato, risulta a volte inflazionato nel linguaggio quotidiano. Ciò testimonia l'importanza che prestiamo al nostro mondo interiore, ma ha portato all'affievolimento del suo significato.
In ogni momento della nostra vita affrontiamo sfide e difficoltà, ma non sempre si tratta di traumi. Un trauma può essere definito come una svolta nella naturale protezione psicofisica di un individuo, quando si trova completamente indifeso di fronte a un evento che riguarda la vita e la salute. Si manifesta come un accadimento molto forte e sconvolgente nell'esistenza della persona che la lascia impreparata e la fa sentire incapace di affrontarlo.
Quando accade un evento traumatico ci si mobilita interiormente e se, mettendosi in gioco, si riesce ad interiorizzare questa situazione e ad elaborarla, allora diventa un'esperienza positiva. Se, al contrario, l'elaborazione dell'evento avviene solo parzialmente, allora si può parlare di trauma psicologico.
Una persona che ha vissuto un evento traumatico può sviluppare un disturbo post traumatico da stress o un trauma da stress post traumatico cronico.
Tipicamente, l'esperienza di un singolo evento traumatico si traduce in disturbo da stress post-traumatico.
Il disturbo post traumatico da stress cronico è spesso associato a traumi ripetuti e prolungati. Colpisce la capacità di stabilire relazioni armoniose con gli altri, basate sulla fiducia. Nei bambini, viene spesso definito disturbo traumatico dello sviluppo.
In seguito ad un trauma possono insorgere diversi sintomi: stress, difficoltà nel dormire, ansia, attacchi di panico, paure, rabbia, difficoltà nel gestire le emozioni, poco o troppo appetito. Nel percorso di psicoterapia risulta importante identificare i sintomi come strategie di coping che si sono sviluppate in risposta a un'esperienza traumatica. I segnali comportamentali, emotivi o fisici mostrati dalle persone che hanno subito un trauma sono quindi adattamenti a fattori travolgenti.
La dottoressa Erica Gariazzo accompagna i propri pazienti in un percorso improntato a trasformare il trauma in un ricordo che non provocherà gli effetti emotivi e fisici dello choc. Per fare questo, viene utilizzato il metodo junghiano. Si tratta di un lavoro delicato, improntato sulla presa di coscienza, sull'accettazione e sulla rielaborazione dei traumi in un ambiente protetto, dove il paziente può sentirsi al sicuro nel momento in cui, parlandone, dovrà rivivere un momento tragico.
Alla base dell'analisi junghiana, ovvero della psicologia analitica, c'è l'ipotesi che l'inconscio sia primo rispetto al conscio. La coscienza si sviluppa a poco a poco nella prima parte della vita sotto forma di isole di coscienza che si connettono gradualmente per formare un campo più esteso. Il centro di questo campo è il Sé, in parte conscio e in parte inconscio.
Il Sé rappresenta la totalità della psiche, ma non è mai raggiungibile completamente, non si possono conoscere tutte le parti di noi ed esprimerle. Vi è la possibilità di sperimentare gli aspetti della nostra interiorità attraverso la conoscenza di sé. Alcuni traumi toccano aree inconsce, è importante integrare questi elementi nella coscienza.
È possibile lavorare sull'elaborazione di eventi traumatici anche attraverso i sogni. I sogni, emanati dalla vita inconscia, costituiscono materiale particolarmente utile nel lavoro analitico junghiano. Il confronto con i sogni, nella relazione con l'analista, offre preziose possibilità di presa di coscienza, di delucidazione di situazioni attuali o passate. Tuttavia, il lavoro terapeutico e analitico non si limita ai sogni, ovviamente.
Jung, propone l'ipotesi di un organizzatore psichico innato, il Sé, che contiene virtualmente tutte le possibilità di dispiegamento della vita psichica. Questo significa che all'interno dell'individuo troviamo le ferite, ma anche le soluzioni per affrontarle.
Il lavoro analitico e psicoterapeutico di orientamento junghiano mira a promuovere il processo di individuazione che consiste nell'arrivare a conoscere meglio sé stessi e ad integrare le parti più inconsapevoli con la coscienza.
