Psicoterapeuta junghiana e approccio transpersonale
Ci sono domande che la mente razionale non riesce a contenere da sola. Chi sono, al di là di tutto quello che ho costruito? Perché, nonostante una vita apparentemente piena, sento di mancare a me stesso/a?
Queste domande non sono sintomi da eliminare: sono soglie. Inviti a scendere più in profondità.
Sono Erica Gariazzo, psicoterapeuta e analista junghiana, conduttrice di cerchi sciamanici, POT in formazione come operatrice olistica.
Nel mio lavoro utilizzo la psicoterapia junghiana, integro questa terapia con un approccio afferente alla psicologia transpersonale, alla dimensione spirituale e alla tradizione sciamanica. Accompagno le persone in un percorso di cura che non si ferma al sintomo, ma raggiunge le parti più profonde del mondo interiore, là dove vivono il senso, le immagini, il sacro.
Psicoterapia transpersonale e psicologia spirituale
Nel mio lavoro vedo la dimensione spirituale non come un’aggiunta esterna alla psicoterapia, ma come parte integrante della cura della persona.
Integro la formazione terapeutica con una profonda sensibilità verso le tradizioni di conoscenza interiore, sciamaniche, spirituali, meditative che da millenni accompagnano l’essere umano nei momenti di crisi, trasformazione e ricerca di senso.
Offro uno spazio terapeutico nel quale la tua esperienza soggettiva, i sogni, le visioni, le sincronicità, le immagini interne, il senso del sacro, vengono accolti, esplorati e integrati insieme a qualunque altro materiale psichico ed emotivo.
La psicologia transpersonale nasce da questa consapevolezza. Riconosce che l'essere umano non è solo mente e non è solo corpo.
È anche anima, spirito, connessione con qualcosa di più vasto.
La psicologia transpersonale esplora le dimensioni simboliche, archetipiche e spirituali della psiche, territori che la psicologia classica lascia fuori dalla stanza della terapia.
Lo psicoterapeuta transpersonale lavora con il significato
Lo psicoterapeuta transpersonale interviene con strumenti della psicologia “classica” integrati in un lavoro sulla dimensione spirituale, sul senso della vita e sugli stati di coscienza, vedendo la persona come un tutt'uno corpo-mente-emozioni-spirito.
Si occupa della relazione con il trascendente, della crisi esistenziale, del desiderio di contatto autentico con il sacro.
Nella psicologia transpersonale la meditazione è una tecnica fondamentale cui si ricorre proprio per facilitare l’introspezione. La meditazione può essere considerata come il metodo centrale di questo approccio.
Psicoterapia e meditazione
Il rapporto tra psicoterapia e meditazione oggi è visto come complementare. Sono due strumenti diversi che però, se integrati bene, si potenziano a vicenda. La meditazione può ampliare la consapevolezza di ciò che “si muove dentro” (ombre, emozioni, conflitti), che poi viene portato ed elaborato in seduta con il terapeuta.
Ma la meditazione non è l’unico canale attraverso cui il mondo interiore si esprime. Lo psicologo spirituale accoglie sogni, visioni, sincronicità e immagini interne come materiale clinico prezioso, non come contenuti da ridurre o patologizzare. È questo che distingue il lavoro di uno psicologo transpersonale dalla psicoterapia tradizionale: la capacità di stare con ciò che non si lascia spiegare, senza ridurlo.
Accanto a questa sensibilità verso il mondo interiore, esiste una tradizione ancora più antica di lavoro con l'anima.
La tradizione sciamanica attinge a una pratica millenaria di guarigione. Lavora con il recupero delle parti di sé perdute, con la relazione con le figure interiori, con i rituali di passaggio e la connessione profonda con la natura e gli antenati.
Tutti questi approcci, psicologia transpersonale, psicoterapia spirituale, tradizione sciamanica, non si escludono. Si possono intrecciare e trovano un terreno comune nella psicologia del profondo di Carl Gustav Jung, che per tutta la vita ha studiato i simboli, le immagini interiori, i sogni, l’alchimia, le tradizioni culturali e spirituali come vie di accesso all'inconscio.

Ho vissuto in molti luoghi e ho incontrato persone molto diverse tra loro. Mi sono sempre sentita una ricercatrice non di risposte, di senso.
A ventisette anni ho iniziato un percorso di psicoterapia junghiana durato più di dieci anni. Ha guarito alcune ferite profonde e mi ha rimesso in piedi. Ho costruito cose, ho raggiunto traguardi, ho riempito la vita di contenuti. Ma a un certo punto mi sono accorta che avevo tutto e non avevo nulla. Non sapevo chi ero. Mancava qualcosa di molto importante e non riuscivo a capire cosa.
Alla guarigione serviva anche qualcosa di diverso. Qualcosa che la parola da sola non poteva toccare.
Mi sono imbattuta, per caso, ma forse non per caso, in alcuni percorsi di guarigione sciamanica. La psicoterapia mi aveva dato basi solide. I percorsi spirituali e sciamanici mi hanno portato a ricordare chi sono. A sentire di nuovo il corpo, la terra, il vento. A riconnettermi con me stessa e con il mondo.
Sono caduta, ho sbagliato, mi sono persa. Ho toccato il fondo più buio e ho pensato di non riuscire a rialzarmi. Ho attraversato vuoti dove non vedevo luce, solo silenzio. Poi mi sono affidata alla vita e ai miei guaritori. Piano piano, passo dopo passo, ho ritrovato la mia strada. Non con il pensiero di arrivare, ma con quello di scoprire. Non cercando il sentiero giusto, ma quello vero.
Ho ricordato che non sono solo mente. Sono corpo, spirito, terra, fiume, montagna, albero. Ho capito che la guarigione non vive solo nelle parole o nelle pareti di uno studio. Vive nel guardarsi negli occhi, nel silenzio, nel pianto, nel disegno, nel movimento, nell'accettare le proprie mancanze e quelle dell'altro.
Posso condurre le persone attraverso quelle ombre e quelle luci che ho attraversato io stessa. Penso che ciò che permetta a un guaritore di accompagnare verso la guarigione non siano i libri o le tecniche, ma il percorso di trasformazione personale. La ferita vissuta, attraversata e integrata.
Da quel cammino è nato il modo in cui lavoro oggi. Il percorso che propongo parte dalla psicoterapia junghiana e si apre a un approccio vicino alla psicologia transpersonale, alla dimensione spirituale e alla tradizione sciamanica. Ogni persona è diversa e il lavoro si adatta a ciò che emerge, non segue un protocollo rigido.
Questo percorso è per chi sente che la propria sofferenza ha una dimensione di significato che va oltre la semplice risoluzione del sintomo. Per chi sta attraversando una crisi spirituale, un vuoto esistenziale, un disorientamento che le categorie abituali non riescono a contenere.
È per chi ha vissuto esperienze di contatto con il sacro e fatica a integrarle nella vita quotidiana. Per chi si sente disconnesso da sé, dagli altri, dalla natura, e sente che quella disconnessione non è solo psicologica.
E' per chi porta chi porta ferite antiche, traumi transgenerazionali, schemi relazionali che sembrano venire da molto lontano. Per chi sta vivendo una transizione importante, una perdita, una fine, un inizio, e sente il bisogno di attraversarla con profondità e consapevolezza.
È anche per chi pratica già una via spirituale o contemplativa e desidera un sostegno psicologico capace di dialogare con quella dimensione. Per chi cerca benessere psicologico e crescita spirituale, tra cura del sé e apertura al sacro.
Non è un percorso ideologico e non è un percorso religioso.
È un ambito terapeutico in cui la tua esperienza soggettiva, sogni, visioni, sincronicità, senso del sacro, viene accolta, esplorata e rispettata accanto a qualsiasi altro materiale psichico ed emotivo.

Le tecniche: meditazione sciamanica, sogni, rituali e lavoro con le immagini interiori
Nel mio lavoro di psicoterapeuta junghiana con apertura ad un approccio vicino alla psicologia transpersonale e alla tradizione sciamanica, le tecniche nascono dal percorso, dal momento, da ciò che la persona porta.
Gli strumenti principali comprendono la meditazione sciamanica, le tecniche di connessione con il mondo interno e con la natura, i rituali sciamanici, i viaggi nel mondo interiore, l’analisi dei sogni, il disegno e la fiaba come espressione di sé, e i cerchi sciamanici, sia in percorsi individuali che di gruppo.
Non sono strumenti scelti a caso. Alcune di queste pratiche appartengono alla tradizione della psicoterapia junghiana. L’analisi dei sogni, il lavoro con i simboli, l’immaginazione attiva: Jung stesso le considerava vie d'accesso alle profondità della psiche.
Altre, come i viaggi sciamanici e i rituali, provengono da tradizioni antiche di guarigione dell'anima che la psicologia junghiana ha sempre riconosciuto come mappe preziose del mondo interiore.
La medicina più grande è il cuore. L’amore per la vita, per le piccole cose, per le nostre imperfezioni, per le parti buie e le parti di luce. A volte, più che lunghe interpretazioni, serve qualcuno che dica: ci sono, ti vedo.
Se senti che è il momento di iniziare un percorso che vada oltre la superficie, puoi prenotare un primo colloquio conoscitivo con me. È un incontro senza impegno, un momento per capire insieme se questo cammino fa per te.
Non devi avere le idee chiare. Non devi avere un obiettivo preciso. Basta sentire che qualcosa ti chiama verso una comprensione più profonda di te.
